Un segreto ben custodito

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Segreto bancario – Introduzione

Segreto bancario – Introduzione

Un segreto ben custodito prende spunto dalle problematiche che da diversi anni agitano il sistema bancario del nostro Paese. Tanto che il titolo del romanzo in un primo momento era proprio Segreto bancario.

Con “segreto bancario” volevamo far riferimento alla nota pratica di segretezza, messa in atto dagli istituti bancari, che mira a tutelare la riservatezza dei propri clienti. Fino a qualche tempo fa questa pratica rappresentava una specie di muro invalicabile che, in nome di concetti eticamente corretti come la privacy e il segreto professionale, facilitava costumi meno edificanti come l’evasione fiscale e le operazioni di riciclaggio di denaro sporco, calando un velo impenetrabile su tante attività più o meno lecite.

Le vicende del romanzo accadono tutte nei torridi giorni che vanno dal 18 al 29 giugno del 2015, giorni caldi non solo da un punto di vista meteorologico ma anche per un avvenimento di rilievo nella politica europea come la crisi scoppiata in Grecia, dove di lì a poco verrà indetto dal governo locale il famoso referendum consultivo sulle proposte avanzate dalla Commissione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.

Da qualche mese, inoltre, sono trapelate sui giornali italiani notizie allarmanti sulle difficoltà economiche di quattro importanti istituti bancari: Banca Etruria (già commissariata nel febbraio 2015), Banca Marche e le Casse di Risparmio di Ferrara e di Chieti. Banche che di lì a poco verranno messe in liquidazione coatta amministrativa dal Governo italiano, che riunito domenica 22 novembre approva il Decreto-Legge 183/2015, il cosiddetto Salva-banche, anticipando di una quarantina di giorni l’entrata in vigore della normativa europea del Bail in.

Giugno del 2015, infine, è anche il mese in cui i Criminali in trappola (cioè noi, che allora non esistevamo con tale nome) iniziano la lettura di alcuni saggi sulle storture del sistema bancario. Sono infatti titoli come Io so e ho le prove, di Vincenzo Imperatore, e La rivolta del correntista di Mario Bortoletto (e in seguito Sabbie mobili. Esiste un banchiere perbene? di Fabio Innocenzi e altri ancora) a stuzzicarci la vena creativa e a convincerci di avere in mano tutti gli elementi per poter collegare le trasformazioni delle banche italiane negli ultimi vent’anni attraverso una storia e dei personaggi ancora da definire.

Scopo di questo articolo, che abbiamo deciso di dividere in puntate per non appesantirne troppo la lettura, è di raccontarvi la genesi di Un segreto ben custodito, analizzandone il background socio-economico.

Senza pretesa di essere esaustivi, ripercorreremo a grandi linee i mutamenti del sistema bancario italiano e il modo in cui essi hanno influito su alcuni dei personaggi (di fantasia) del romanzo.

La prossima puntata inizierà con il periodo delle privatizzazioni.

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