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LA RAGAZZA DEL TRENO di Paula Hawkins

LA RAGAZZA DEL TRENO di Paula Hawkins

 

“La ragazza del treno” è un romanzo di Paula Hawkins, scritto nel 2015, divenuto in breve un vero best seller con milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Vi dico subito che a me non ha fatto impazzire. Anzi.

Non è un libro particolarmente lungo; sono poco più di 300 pagine, ma nella mia percezione di lettore è come se ne avessi lette il doppio.

La trama è piuttosto semplice.

Rachel è una donna di 32 anni, divorziata da Tom, e con seri problemi di alcolismo. Mentre l’ex marito si è rifatto una vita con Anna, dalla quale ha anche avuto il tanto desiderato figlio, Rachel rimane imprigionata in un vortice di depressione e auto commiserazione. Viene licenziata, ma continua a prendere il treno ogni giorno, per far credere all’amica Cathy di avere ancora un lavoro. Durante questi viaggi, le piace guardare la vita fuori dal finestrino e in particolare quella perfetta di Jess e Jason, nomi da lei inventati di un uomo e una donna che si riveleranno essere Megan e Scott Hipwell. Durante uno di questi viaggi, Rachel si rende conto che la loro non è affatto una vita perfetta: vede Megan con un altro uomo. Qualche giorno dopo, la donna scompare. Rachel, allora, inizia a indagare, tra improbabili tentativi e vuoti di memoria che le impediscono di arrivare alla verità.

Il romanzo è narrato attraverso i punti di vista di Rachel, Anna e Megan che si alternano monotonamente e con voci che ben poco si differenziano l’una dall’altra.

Gran parte della storia è pervasa da quel senso di auto commiserazione che accompagna Rachel nei suoi stanchi giorni di accesa depressione e questo, anziché creare empatia con il personaggio, finisce col renderlo patetico. Di più: l’aura negativa di cui si circonda Rachel contagia anche Megan e Anna, tanto che non sono riuscito ad affezionarmi a nessuna delle tre.

A onor del vero, dopo i due terzi del romanzo, la storia si fa improvvisamente interessante. Merito del ritmo che subisce finalmente un’accelerazione, sebbene la conclusione fosse sin dall’inizio abbastanza prevedibile.

C’è poco altro da dire. Lo stile è semplice e lineare, il che sarebbe un bene, se la lettura non fosse oppressa da quel senso di auto commiserazione di cui parlavo prima e che lo rende inevitabilmente lento e pesante.

Purtroppo, nonostante il triplice punto di vista, le voci sembrano tutte uguali e si ha l’impressione che sia sempre Rachel a parlare, ma questo forse è un problema della traduzione che potrebbe non inficiare la versione originale.

In definitiva, il libro svolge il suo scopo di puro intrattenimento. Lo si legge in pochi giorni e sul finale crea una certa suspense. Ma nulla di più. Ben altri, a mio avviso, dovrebbero essere i best seller.

Valutazione: 5 palloncini su 10.

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