Un segreto ben custodito

Acquista il nostro romanzo su Amazon.it
CTRL+Z, di Laura Gulia

CTRL+Z, di Laura Gulia

 

 

Una bella storia, che forse meritava uno spazio più ampio. Ma partiamo dall’inizio.

CTRL+Z è la storia di Camille, una ragazza di trent’anni con una madre francese e un padre italiano. La sua vita si svolge tra Parigi e Firenze, due città capaci di assecondarne la personalità al tempo stesso artistica e imprenditoriale. A soli diciotto anni, Camille sa cosa vuole fare della propria vita. Ha un’idea che nasce da un suo difetto. Come le racconta nonna Sophie, i difetti sono spesso i punti di forza di una persona, basta solo valorizzarli. Il difetto di Camille consiste in un problema alimentare legato al frumento. Ecco, allora, l’idea: una guida dedicata a persone con problemi alimentari, una piantina geografica dell’Europa in cui siano indicati tutti i posti dove chiunque può mangiare qualunque cosa. Così, mentre la sorella gemella Daphne si dedica all’università e a formare una famiglia, Camille va in giro per l’Europa per raccogliere appunti e informazioni per la sua guida che intitola You Can Eat All.

Manco a dirlo, in un’epoca che ancora non conosce le comodità di internet, la guida ha un successo strepitoso e diventa un best seller. Camille si ritrova ancora giovanissima e, per di più, ricchissima.

Ma questa non è la storia di una donna in carriera, o la biografia di una donna geniale. È una storia d’amore. Sì, perché Camille, mentre riscuote successi ovunque, è assillata da un cruccio: ha conosciuto il vero amore, ma è un amore irraggiungibile.

Lei osserva l’amore, senza sapere di essere al tempo stesso osservata.

L’inconsapevole fortunato si chiama Pierre, è un suo vecchio compagno di giochi che Camille ritrova ormai adulto e in procinto di sposarsi. Così, mentre Camille continua a coltivare la speranza di questo amore impossibile, e nel frattempo diventa una ricca imprenditrice, vede Pierre formare una famiglia, avere dei bambini. In altre parole allontanarsi sempre di più. È a questo punto che l’amore si trasforma: da oggetto di studio, egoistico e sensuale, a poco a poco diventa parte stessa della personalità e del carattere di Camille. La ragazza se ne impossessa e si ritrova capace di non chiuderlo più dentro di sé ma di riversarlo verso l’esterno.

Come ci riesce? Be’, per saperlo dovrete leggere il libro.

Molto bella l’idea della metafora computeristica che avvolge tutto il racconto.

“Tornare indietro e ricominciare. Perché avevamo sbagliato, perché non era il momento giusto o solo perché qualcosa è cambiato: facile con una tastiera e due dita. Basta premere CTRL e Z e tutto torna come prima: una seconda possibilità.”

Sarebbe molto comodo avere un PC al posto del cervello (o un MAC, per non fare torto a nessuno) e attraverso semplici combinazioni di tasti programmare e ri-programmare la nostra esistenza. Al limite, cancellarne l’ultimissimo passaggio, per poterlo riscrivere meglio.

La storia di Camille viene costruita attorno alla metafora iniziale: CTRL+FRECCIA DESTRA, CTRL+Y, CTRL+N. Questi sono i titoli dei capitoli attraverso i quali Camille si muove come un cursore lampeggiante sulla pagina bianca di un documento Word: avanza, torna indietro, ci ripensa, tentenna, spera, agisce, riflette, gioisce, piange.

Lo stile dell’autrice è elegante e raffinato. Ricco di citazioni, che talvolta, non lo nego, mi hanno trovato alla sprovvista. Leggero e ironico.

Come detto, la storia di Camille si dipana bene, anche se, forse, si dilunga un po’, e forse è compressa in uno spazio troppo ristretto. Sembrerebbe un controsenso. Uhm… in effetti lo è, vediamo se riesco a spiegarmi.

Il libro ci racconta di Camille, da quando nasce, in pratica, fino alla soglia dei 40 anni. E poi, ci racconta di Daphne e di Pierre, di Sophie e dell’uomo dagli occhi di gatto, dei genitori di Camille e dei suoi coinquilini. Insomma, ci racconta di tante cose, di tanti personaggi, ma lo fa in uno spazio troppo breve, con la conseguenza che, a mio parere, l’autrice è stata costretta a correre, senza soffermarsi troppo su aneddoti e particolari, e senza approfondire i personaggi secondari.

Peraltro, si tratta di un’osservazione, questa, che avevo fatto anche ultimata la lettura del precedente romanzo di Laura, “Quando le poesie finiscono”. L’impressione che ho avuto in entrambi i casi è che l’autrice sia stata costretta a mantenersi entro un certo limite di caratteri e tuttavia le dispiacesse tralasciare qualcosa.

In ogni caso, sempre lodevoli sono i suoi sforzi di ricerca di qualcosa di originale e non scontato.

Non mancano i colpi di scena nella parte finale di CTRL+Z: proprio quando la narrazione rischia di appiattirsi, vengono in soccorso alcune buone trovate che permettono di concludere la lettura di slancio.

 

Genere: narrativa mainstream.

Tempo di lettura: un paio di sedute da un’ora ciascuna.

Valutazione: 7 palloncini su 10

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: