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Non lasciarmi, di Kazuo Ishiguro

Non lasciarmi, di Kazuo Ishiguro

 

 

Valutazione: 8 palloncini su 10

 

“Non lasciarmi” è il primo romanzo di Kazuo Ishiguro che leggo.

Probabilmente, se non fosse stato per il Premio Nobel da poco conferitogli, avrei atteso ancora un po’ prima di farlo. E sarebbe stato un peccato.

“Non lasciarmi” è un romanzo che si può definire “fantascientifico” anche se affronta la fantascienza in un modo completamente diverso da quanto, in generale, siamo abituati a intendere. Molto più intimista. Si tratta di una vera e propria ucronìa, ambientata in un presente alternativo e narrata in prima persona dalla protagonista, Kathy, che, dopo un breve preambolo, ripercorre in un lungo flashback le tappe della sua amicizia con Tommy e Ruth, suoi compagni nel collage di Hailshame.

In quest’istituto, la vita si svolge in modo apparentemente normale, tra corsi di studio, discipline sportive e varie forme ricreative e artistiche. La loro educazione è affidata a dei tutori, con alcuni dei quali i ragazzi instaurano un rapporto profondo. I lavori migliori sono selezionati da Madame, per essere conservati nella sua galleria. Insomma, tutto sembra svolgersi alla stregua della vita scolastica di un qualsiasi altro istituto inglese dei giorni nostri. Di tanto in tanto, però, accadono fatti all’apparenza innocui, ma che, nei ricordi di Kathy assumono contorni ambigui e inquietanti. La verità, che emerge a poco a poco (ma che è sempre stata presente, fin dalle prime pagine), è addirittura scioccante.

“Non lasciarmi” è un grande romanzo di un grandissimo scrittore, di cui cercherò al più presto di leggere anche altre opere.

A mio avviso, la capacità di Ishiguro si palesa nel saper portare avanti una storia complicata rendendola comprensibile e avvincente. Mi spiego. La tematica trattata, la trama attraverso cui viene svolta fatta di piccoli gesti quotidiani, la necessità di permettere al lettore di acquisire familiarità con un presente distopico; tutto viene gestito dall’autore con grande sapienza e pazienza. Al lettore, pagina dopo pagina, vengono somministrate pillole di questo presente distopico che, a poco a poco, gli permettono di averne una visione d’insieme, di entrare in confidenza e, appunto, acquistare familiarità con esso, in modo da risultare ancora più forte la consapevolezza dell’orrore quotidiano.

La pazienza che l’autore usa per costruire la storia, deve essere ricompensata con altrettanta pazienza nel leggerla. “Non lasciarmi” non è un romanzo semplice. Nonostante non arrivi a 300 pagine, è molto denso, pochi dialoghi, molte descrizioni e soprattutto molte riflessioni della protagonista che permettono di svelarne gli stati d’animo. Occorre tempo per leggerlo, concentrazione, voglia di abbandonarsi alla lettura, senza fretta, senza l’assillo di voler capire subito quello che succede e di arrivare per forza al finale in tempi brevi.

A proposito di finale, senza rivelare nulla, posso dire che si tratta, per me, del punto debole del romanzo perché tutto il mondo di “Non lasciarmi”, tutto quello che è stato Hailshame, tutto quello che i protagonisti non si sono detti nel corso di più di 250 pagine, quello che hanno solo immaginato, sospettato, viene spiegato in una sola volta, in un unico, lungo paragrafo.

Ma è un difetto di poco conto di fronte all’importanza e alla bellezza del romanzo.

 

Genere: narrativa, fantascienza, ucronìa.

Tempo di lettura: una decina di sedute da un paio d’ore ciascuna.

Valutazione: 8 palloncini su 10

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